L'arcipelago

LE ISOLE PELAGIE

Le isole Pelagie  (dal greco antico πέλαγος pèlagos, ossia "mare aperto") sono un arcipelago dell'Italia meridionale, in Sicilia.
Quello delle Pelagie è certamente l'arcipelago più meridionale d'Italia ed è formato da Lampedusa (l'isola maggiore), Linosa (seconda per estensione, di origine vulcanica) e Lampione (piccolissima e disabitata).
Attualmente, l'arcipelago fa parte dell'Area marina protetta Isole Pelagie, che è stata istituita con decreto del Ministero dell'Ambiente il 21 ottobre 2001.

AREA MARINA PROTETTA "ISOLE PELAGIE"

LE ESPLORAZIONI NATURALISTICHE DELLE PELAGIE

Nel 1828, tra il 2 ed il 31 agosto, Gussone ha esplorato Lampedusa (visitando Lampione il 15 e Linosa il 30 agosto), pubblicando successivamente (1839) un resoconto sulle 274 specie di piante rinvenute. Nel 1846 Pietro Calcara ha pubblicato il suo "Rapporto del viaggio scientifico eseguito nelle isole di Lampedusa, Linosa e Pantelleria, ed in altri punti della Sicilia", dando un primo serio contributo alla descrizione di queste isole. Incaricato dal Re dello "studio delle naturali scienze" dell'isola di Lampedusa, l’anno successivo ha dato alle stampe la sua "Descrizione dell'isola di Lampedusa", che possiamo considerare la prima compilazione accurata delle sue caratteristiche, desunta dalla visita che aveva avuto luogo tra il 18 maggio ed il 15 giugno 1846, e ha fornito anche la prima lista di invertebrati dell'isola, elencando 16 specie di insetti, che si aggiungevano alle tre precedentemente rinvenute a Linosa tra l'8 ed il 10 giugno 1846. Relativamente all’isolotto di Lampione questo Autore si è limitato a riportare le notizie del botanico Giovanni Gussone, che lo aveva descritto come un lastrone calcareo corroso dall'impeto del mare, eppure un tempo abitato e coltivato dall'uomo, come testimonia peraltro l'avanzo del pavimento a mosaico formato da cubi irregolari di marmo grezzo incastrati nel cemento, nonché il tetto di un altro edificio sostenuto da un arco, già descritto dal capitano Smyth nel 1824. Per quanto riguarda le piante, Calcara cita 114 specie, di cui 23 in precedenza non segnalate dal Gussone. Inoltre realizza la carta geologica di Lampedusa e di Linosa e la descrizione di quest’ultima.

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BIOGEOGRAFIA DELLE PELAGIE

Lampedusa e Linosa sono isole molto diverse fra loro, una calcarea, l’altra vulcanica; quindi è comprensibile che la fauna sia in buona parte differente. Tuttavia la maggioranza delle specie vi sono migrate attivamente o, nel caso di Lampedusa, rappresentano la testimonianza di un antico collegamento con la Tunisia.
Su un punto c'è un generale accordo: le isole Pelagie, rispetto ad altre isole mediterranee, sono povere di specie. Ciò trova prevalente spiegazione nella loro distanza dalla terraferma. Linosa, posta a 163 Km dalla costa più vicina, è certamente la più isolata delle due; le sue piccole dimensioni, abbinate a questo notevole isolamento, pur smorzato dalla presenza di altre isole (le Maltesi a Est, Lampedusa a Sud-Ovest, Pantelleria a Nord-Ovest) con possibile funzione di stepping stones (terre di graduale colonizzazione), nonchè alla scarsa eterogeneità ambientale, giustificano la sua povertà faunistica. Lampedusa, in confronto con Linosa, pur avendo una superficie ed un'altitudine modeste, è proporzionalmente più ricca di specie; ciò può essere spiegato prevalentemente con la sua natura calcarea, che sembra possa offrire maggiori opportunità di insediamento a molte specie di Artropodi. 

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