LA FAUNA E LA FLORA

Tra gli arcipelaghi italiani quello delle Pelagie risulta senza dubbio uno dei più studiati sotto il profilo botanico: si dispone, infatti, di dati pressoché continui sulla flora a partire dall’Ottocento sino ai nostri giorni. In particolare, il totale delle specie censite sull’isola di Linosa ammonta a circa 308 specie vascolari.
Linosa ospita poche specie endemiche, probabilmente a causa della sua relativa “giovinezza” geologica. Le sue peculiarità sono: Limonium algusae, Plumbaginacea diffusa sulle scogliere delle coste settentrionali e orientali dell’isola; la Geraniacea Erodium neuradifolium var. linosae, comune nei praticelli effimeri primaverili; Valantia calva, piccola Rubiacea annua, tipica dei consorzi effimeri presenti sulle lave; Pancratium maritimum, Amarillidacea psammofila che caratterizza le zone limitrofe alla Cala Pozzolana di Ponente e si riscontra anche in diversi tratti della costa settentrionale (Cala Mannarazza, Punta Calcarella). Linosa ospita anche alcuni endemismi delle isole del Canale di Sicilia; tra queste Logfia lojaconoi, presente anche a Pantelleria, e Linaria pseudolaxiflora, nota anche per l’Arcipelago Maltese.
Le Pelagie sono considerate l’icona della Tartaruga caretta Caretta caretta, che regolarmente depone alla Pozzolana di Ponente a Linosa e nella spiaggia dei Conigli a Lampedusa. L'ovideposizione della Caretta è seguita da anni da gruppi di volontari che lavorano per il Centro Recupero tartarughe a Linosa e da Legambiente a Lampedusa.
Per quanto riguarda la fauna di Linosa, indubbiamente il rettile più diffuso è la lucertola maltese Podarcis filfolensis, presente anche a Lampione e considerata appartenere ad una sottospecie endemica (ssp. laurentiimuelleri); oltre a queste isole, l’areale della specie comprende l’Arcipelago Maltese, ma da circa una decina di anni è presente a Lampedusa una piccola popolazione deliberatamente introdotta. Molto comune è anche il gongilo ocellato Chalcides ocellatus; la forma con pigmentazione nerastra (melanotica) di Linosa è stata attribuita alla sottospecie tiligugu, mentre la popolazione presente a Lampedusa e sul vicino Isolotto dei Conigli viene ritenuta una forma ibrida tra la popolazione siciliana e la sottospecie presente in nord Africa (ocellatus); la specie è presente anche sull’isolotto di Lampione. Pure comune è il Geco verrucoso Hemidactylus turcicus, segnalato per la prima volta a Linosa e a Lampedusa da Pietro Calcara nel 1847. Il Geco comune Tarentola mauritanica vive a Lampedusa e nell’Isolotto dei Conigli; più di recente, è stato casualmente introdotto a Linosa, dove è oggi comune.
L’importanza faunistica di Lampedusa è dovuta ai taxa endemici ma anche alla presenza di specie africane al limite geografico della loro distribuzione (Lampedusa, di natura calcarea, si trova infatti sulla piattaforma continentale africana). Linosa, essendo di natura vulcanica, non ha intrattenuto rapporti nè con la Sicilia nè con l'Africa. Una specie di grande interesse biogeografico è lo Psammodromo algerino Psammodromus algirus, distribuito in Nord Africa, Spagna, Portogallo e Francia meridionale, presente nelle Pelagie solamente sull’Isolotto dei Conigli. Questa popolazione sembra avere maggiori affinità genetiche con quelle del Marocco, piuttosto che con quelle della Tunisia, geograficamente più vicine; ciò farebbe pensare ad una introduzione di origine antropica. Alcuni Autori hanno ipotizzato che questa lucertola vivesse anche a Lampedusa, dove si sarebbe successivamente estinta a causa della perdita di habitat e/o alla presenza di due serpenti saurofagi, il Colubro lacertino orientale Malpolon insignitus ed il Colubro dal cappuccio algerino Macroprotodon mauritanicus, che risultano invece assenti sull’Isolotto dei Conigli. Il Colubro dal cappuccio algerino è distribuito nell’Algeria settentrionale e in parte della Tunisia, mentre in Europa popola esclusivamente le isole Baleari e l’Italia, con l’unica popolazione presente sull’isola. Il Colubro lacertino orientale vive in Spagna, Portogallo, Francia meridionale, costa adriatica dell’ex Iugoslavia, Grecia, Bulgaria meridionale, Turchia, Cipro, Azerbaijan, Iran, Irak, Siria, Libano, Israele, Giordania, Egitto settentrionale, Libia settentrionale, Tunisia; in Italia, oltre a Lampedusa, esistono alcune segnalazioni dubbie per località del Trentino e del Friuli. Frequenta ambienti perlopiù aridi e soleggiati come macchie e garighe.
 
A Lampedusa è stata in anni recenti accidentalmente importata anche la Lucertola campestre Podarcis siculus. In alcune pozze naturali di origine carsica inoltre si riproduce una specie di Anfibio, il Rospo smeraldino nordafricano Bufo boulengeri, tipico esempio di taxon africano che ha la sua unica popolazione europea in quest’isola. Nell’arcipelago sono presenti 10 specie di Rettili; tra questi forse è estinta in natura la Testuggine di Hermann Testudo hermanni: la sua presenza nelle isole di Linosa e Lampedusa era stata  segnalata da Calcara  nel 1847, ma rimane il dubbio che possa comunque trattarsi di una antica introduzione.
Per quanto riguarda i Mammiferi, è ormai estinta da tempo la Foca monaca Monachus monachus, così come il Cervo Cervus elaphus e il Cinghiale Sus scrofa, introdotti probabilmente dai principi Tomasi per fini venatori. Complessa è la situazione dei pipistrelli, dei quali risultano segnalate quattro specie: Miniopterus schreibersi, Myotis myotis, Pipistrellus kuhli, Rhinolophus ferrumequinum; quest’ultima è stata riportata da Sanvisente  nel 1849, ma il dato è considerato dubbio secondo Benedetto Lanza (2012), mentre la citazione per Lampedusa di Myotis myotis, secondo Lanza (2012) più probabilmente è da riferire all’affine Myotis punicus. Infine, Pipistrellus kuhlii è riportato per Lampedusa e per Linosa mentre Miniopterus schreibersii è citato solo per Lampedusa.
Tra i mammiferi terrestri a Lampedusa vive la specie più piccola del mondo appartenente alla fauna europea, il vorace predatore insettivoro chiamato Mustiolo Suncus etruscus. Il Coniglio selvatico Oryctolagus cuniculus è presente a Lampedusa e Linosa, ove è stato introdotto dall’uomo a scopo venatorio. A Linosa e Lampedusa vivono il topo domestico Mus musculus e il ratto nero Rattus rattus. Quest'ultima specie è stata oggetto di eradicazione con lo scopo di tutelare la berta maggiore mediterranea Calonectris diomedea. Infatti esso è un predatore attivo di uova e piccoli di uccelli marini, in particolare della berta maggiore, che ha il più importante sito riproduttivo italiano nell’isola di Linosa (stimata in c. 10.000 coppie). Uno specifico progetto LIFE Natura dal titolo “Pelagic Birds” (http://www.pelagicbirds.eu/) è stato avviato proprio per la tutela di questo uccello pelagico e per eradicare il ratto nero. Ad eccezione della berta e di pochi altri uccelli nidificanti, la maggioranza delle specie che vengono osservate nelle Pelagie è migratrice, in buona parte transahariana, cioè svernante a sud del Sahara e nidificante in Europa. Il numero di specie di uccelli finora osservate a Linosa è 202, a Lampedusa 221; esso si arricchisce ogni anno grazie all’osservazione di nuove specie, perlopiù accidentali, che è relativamente facile avvistare in piccoli territori circondati dal mare, come le isolette del Canale di Sicilia. In particolare le Pelagie sono un luogo straordinario dove osservare specie di origine nord africana o di transito in Africa con una certa regolarità, come la Tortora delle palme Streptopelia senegalensis, l’Usignolo d’Africa Cercotrichas galactotes, il Codirosso algerino Phoenicurus moussieri, il Culbianco isabellino Oenanthe isabellina, la Monachella del deserto Oenanthe deserti, la Sterpazzola nana Sylvia deserti, il Trombettiere Bucanetes githagineus e tanti altri. Tra i nidificanti merita un cenno il Marangone dal ciuffo Phalacrocorax aristotelis, ancora in tempi recenti presente a Lampedusa ma oggi estinto. Oltre alla Berta maggiore, alle Pelagie nidifica la Berta minore mediterranea Puffinus yelkouan, che si riproduce a Lampedusa con una popolazione stimata in 500-800 coppie, una delle maggiori italiane; nidifica anche a Linosa in una zona inaccessibile, con poche coppie. Infine tra i pelagici nidifica l’Uccello delle tempeste mediterraneo Hydrobates pelagicus melitensis, sia a Lampione sia a Lampedusa. Di una certa importanza è pure la popolazione di Falco della regina Falco eleonorae, un rapace coloniale, migratore, che nidifica con una popolazione di una decina di coppie a Lampione e di 45-50 a Lampedusa.