BIOGEOGRAFIA DELLE PELAGIE

Lampedusa e Linosa sono isole molto diverse fra loro, una calcarea, l’altra vulcanica; quindi è comprensibile che la fauna sia in buona parte differente. Tuttavia la maggioranza delle specie vi sono migrate attivamente o, nel caso di Lampedusa, rappresentano la testimonianza di un antico collegamento con la Tunisia.
Su un punto c'è un generale accordo: le isole Pelagie, rispetto ad altre isole mediterranee, sono povere di specie. Ciò trova prevalente spiegazione nella loro distanza dalla terraferma. Linosa, posta a 163 Km dalla costa più vicina, è certamente la più isolata delle due; le sue piccole dimensioni, abbinate a questo notevole isolamento, pur smorzato dalla presenza di altre isole (le Maltesi a Est, Lampedusa a Sud-Ovest, Pantelleria a Nord-Ovest) con possibile funzione di stepping stones (terre di graduale colonizzazione), nonchè alla scarsa eterogeneità ambientale, giustificano la sua povertà faunistica. Lampedusa, in confronto con Linosa, pur avendo una superficie ed un'altitudine modeste, è proporzionalmente più ricca di specie; ciò può essere spiegato prevalentemente con la sua natura calcarea, che sembra possa offrire maggiori opportunità di insediamento a molte specie di Artropodi. Va tuttavia presa anche nella dovuta considerazione la posizione di Lampedusa, che offre un fronte di 11 Km in senso Est-Ovest (ben maggiore dei 3,5 di Linosa) tra i due continenti Europa ed Africa, avendo quindi maggiori opportunità statistiche di "attirare" verso di sé eventuali propaguli attivi e passivi (individui che si spostano attivamente o passivamente per la propagazione della specie), soprattutto quelli agevolati da venti spiranti da Nord o da Sud; e, ovviamente, anche la sua storia geologica, segnata da una continuità territoriale con il Nord Africa in atto almeno durante l’ultimo periodo glaciale: ciò, in particolare, sembra testimoniato dalla cospicua presenza di specie poco vagili o con scarsa capacità di colonizzazione (ad esempio alcuni Coleotteri Tenebrionidi) di chiara origine africana o che mostrano notevole affinità con elementi distribuiti nel Maghreb. Infine l'altitudine di entrambe è alquanto modesta, soprattutto se messa a confronto con quella di un’altra isola del Canale di Sicilia, Pantelleria.
Di un certo interesse sembra il rapporto tra Artropodi e piante ospiti; la presenza di specie fitofaghe strettamente associate a specie di piante alloctone, importate in tempi storici recentissimi nelle isole, è certamente una prova della rapidità di immigrazione degli insetti. I cambiamenti climatici e della vegetazione devono necessariamente avere avuto un differente impatto sulle specie viventi, causando molteplici estinzioni di specie infeudate ed al tempo stesso consentendo nuove immigrazioni di specie più adatte alla situazione climatica del momento. Ciò mette particolarmente in evidenza il problema della rappresentatività delle osservazioni faunistiche effettuate oggi. Peraltro gli attuali popolamenti faunistici e floristici sembrano piuttosto recenti e, almeno per quanto riguarda i Vertebrati, non presenti del tutto prima dell'ultima glaciazione. Solo a Lampedusa esiste una fauna fossile di mammiferi, relativamente recente e di netta origine nordafricana. La batimetria tra l’isola e la Tunisia consente di ipotizzare tale passaggio faunistico nel momento di massimo abbassamento del livello del mare, avvenuto in coincidenza del picco glaciale del Wurm (c. 18.000 anni fa). Certamente una parte dell'attuale fauna di Lampedusa, seppur minima, è relitta di periodi precedenti all'ultima glaciazione, ma la maggior parte delle specie deve esservi immigrata in tempi più recenti.
Pur avendo un'età di circa un milione di anni, Linosa è stata soggetta a grandi cambiamenti climatici, fisici e vegetazionali, avvenuti fino a poche migliaia di anni fa, ed è pertanto verosimile che abbia ricevuto popolamenti faunistici (e floristici) a partire dalla sua emersione, ma senza che le comunità presenti prima dell'ultima glaciazione siano giunte interamente (o anche parzialmente) fino ai giorni nostri. Estinzioni ed immigrazioni hanno dunque più volte modificato la composizione delle zoocenosi (insieme delle comunità faunistiche).